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I.C.S. Emilio Filippini - Cattolica

Progetto Specchi Sonori

Progetto Specchi Sonori

PROGETTO SPECCHI SONORI

progetto integrato di musica e teatro

 

1^ fase: accoglienza classi prime (il primo giorno di scuola)

 

Il suono e la musica favoriscono la comunicazione interpersonale. Ascoltare, udire,sentire, sono esperienze sonore che, se tradotte in

espressioni, gesti e movimento, creano un “vissuto emotivo” da condividere insieme. È il luogo in cui il bambino/ragazzo viene sensibilizzato al ritmo, stimolato ad un approccio creativo al mondo musicale e della comunicazione espressiva: lo scopo è quello di portare una maggiore attenzione alla creazione di valore e allo stato d’animo.

 

Gli strumenti:

percussioni, stoffe, sacchetti di plastica, bottiglie di plastica, tubi di plastica.......

 

La musica:

la facciamo insieme

 

La mia musica :

ho la possibilità di esprimermi personalmente

 

3 PUNTI IN RELAZIONE AI QUALI ARTICOLARE IL LAVORO

 

Accoglienza

Conoscenza

Regole di appartenenza

 

1. la lezione-spettacolo

 

LEZIONE-SPETTACOLO

 

viene intesa, nell’accezione più ampia del termine, come luogo d’incontro di più linguaggi: il suono,il ritmo, il movimento, il gesto, la parola sono le chiavi per costruire un ambiente di conoscenza e dove ogni partecipante possa esprimere il proprio vissuto emotivo.

 

 

2. Obiettivi

 

Obiettivo della lezione spettacolo sarà la socializzazione attraverso l'uso degli strumenti musicali; l'ascolto e l'osservazione reciproca e collettiva; la relazione creativa con il ritmo (inteso come regola di comunicazione) e l’uso della voce e del movimento collegati al ritmo; l’uso di oggetti di riciclo come bidoni di plastica, sacchetti di plastica, tubi di vario genere, e tutti gli oggetti che possano emettere suoni per una nuova dinamica ritmica-comunicativa.

La lezione-spettacolo è intesa come “provoc-azione” per un corretto uso delle proprie risorse (il proprio ritmo, la propria voce, il proprio movimento, tutto in relazione con gli altri).

 

Questa prima fase può concludersi con l'arrivo di alcuni ragazzi di 3^ che potrebbero leggere qualcosa ai nuovi arrivati e accompagnarli alle loro classi (magari accompagnati da un suono particolare e tenendosi legati ai ragazzi di 1^ attraverso una delle stoffe con cui in precedenza si era creata una comunicazione visiva/corporea).

 

 

 

 

 

2^ FASE: LABORATORIO CLASSI 2^

 

 

L’invisibile Possibile

...Una frontiera piuttosto

che un confine

 

 

 

 

OBIETTIVI GENERALI

 

 

 

Questo percorso si pone come una possibilità di conoscenza di sé e del proprio io in relazione agli altri, in modo dinamico. Il senso è quello di un viaggio, un viaggio alla ricerca dell’altro da sé, un viaggio dove trovando “l’altro” ci si ritrova in realtà con se stessi.

Preferiamo però realizzare questo incontro in una terra neutra, quella del teatro appunto.

Una “frontiera” piuttosto che un “confine”, qualcosa che si sposta sempre un po’ più in là, indefinita per sua natura, ricca di possibilità, dipendente solo dal proprio desiderio di avventurarsi oltre.

Alcune parole-chiave sono “scambio”, “inter-azione”, “contaminazione”, “con-fusione”.

 

Alcuni esperti affermano che la nostra “identità” personale si modifica e si arricchisce progressivamente lungo l'intero corso dell'esistenza; si parla infatti di “identità processuale”, rompendo definitivamente con concezioni che ritengono invece l’”identità” come qualcosa di statico e innato.

Ogni incontro – con una persona, un posto, una musica o un racconto - lascia dentro di noi segni, sensazioni, tracce, vissuti che vanno a disegnarne l’immagine interiore che ci porteremo appresso” (Strobino, 1996).

 

Il compito dell’educazione teatrale in una prospettiva di rafforzamento del Sé, può quindi essere quello di valorizzare le diverse identità, far emergere soggettività, esperienze, tendenze, gusti, offrire occasioni significative di incontri in cui lo stupore e l’emozione di incontrare se stessi e gli altri siano terreno per la propria crescita.

 

 

 

 

MODALITA’ DI REALIZZAZIONE

 

Il percorso dei laboratori prenderà spunto dal libro di Italo Calvino “Le città invisibili”. Questo testo è composto da brevi capitoli in cui si descrivono città inventate dall’autore, paesaggi poetici. Ogni capitolo è preceduto e seguito dalle riflessioni e i commenti di un Marco Polo e un Kublai Kan immaginari che dialogano fra loro.

 

Partire da quest’opera letteraria è un pretesto per cercare, immaginare, costruire, inventare. “Le descrizioni di città visitate da Marco Polo avevano questa dote: che ci si poteva girare in mezzo col pensiero, perdercisi, fermarsi a prendere il fresco, o scappare via di corsa” (Calvino, Le città invisibili)

Le città invisibili dell’opera letteraria saranno le tappe fantastiche di un viaggio immaginario, città “possibili” nell’esperienza creativa che caratterizzerà ogni incontro.

 

Ogni città è un luogo che viene incontro al viaggiatore: ogni città cambia attraverso gli occhi e il vissuto di ogni visitatore e a sua volta è modificata dalla presenza nuova che la abita. Ma anche il visitatore stesso a sua volta è modificato dall’incontro con la città.

 

Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni, d’un linguaggio;le città sono luoghi di scambio… non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi” (Calvino, Le città invisibili).

 

Le città diventano metafora dello spazio dell’incontro con chi è “altro” da me, diverso, amico/nemico: sono per eccellenza i luoghi ove mettere in campo le capacità di dialogo, di confronto, ove immaginare la propria presenza attiva.

 

Ed allo stesso modo diventano fondamentali luoghi di incontro anche le nostre “città interiori” dove convivono le complesse sfaccettature delle nostre individualità (essere studenti/insegnanti, figli/genitori, milanisti/juventini, maschio/femmina, amico/nemico…) che si mettono in relazione.

 

Sono città “invisibili” perché esistenti solo nel gioco immaginario, ma che diventano città “possibili” in quest’ arte di inventare e di progettare. E’ la strategia del sogno attraverso il quale, magari, già strutturare la “propria” identità.

 

 

 

STRUMENTI

 

Le città invisibili/possibili prenderanno forma nell’invenzione teatrale. Si costruiranno “paesaggi visivi e sonori”, fortemente poetici; ovvero, scenari narrativi rintracciabili nell’immaginario, che rappresentano il bagaglio espressivo e creativo innato, soprattutto emotivo, dei bambini. In questo senso sarà fondamentale un percorso fatto a priori dagli insegnanti (studiato con l’operatore) sulla scrittura creativa, ispirata alle tematiche di un viaggio immaginario; testi che poi diverranno materiale per la drammatizzazione.

 

L’unico requisito richiesto per la realizzazione di questo percorso scenico è il desiderio di manifestare l’espressione profonda, libera, della persona, la comunicazione di sè agli altri.

 

 

''Il catalogo delle forme è sterminato: finchè ogni forma non avrà trovato la sua città, nuove città continueranno a nascere.”

(Calvino, Le città invisibili)

 

 

 

 

 

RISULTATI ATTESI

 

 

L’espressione libera e profonda dei ragazzi nella loro integrità e complessità.

 

La sospensione del giudizio per dare spazio alla novità, alla creatività, divertendosi.

 

 

Un approfondimento della conoscenza di sé e degli altri.

 

Un’esperienza positiva del vivere la propria diversità ed identità in relazione agli altri.

 

Un laboratorio di presenza attiva dove il proprio apporto e quello degli altri al raggiungimento di un fine comune è indispensabile e non delegabile.

 

L’accoglienza nel confronto della parola dell’altro.

 

 

 

SCHEDA TECNICA

 

 

Il laboratorio si articolerà in 6 incontri di 1 ora e 30 ciascuno. In totale sono 42 ore + 3 ore per le prove di un piccolo momento di comunicazione collettivo finale.

 

 

 

3^ FASE: COMUNICAZIONE FINALE DEL LAVORO DELLE CLASSI SECONDE APERTA AL PUBBLICO ALLA QUALE VERRA’ UNITO L'INTERVENTO DELLE CLASSI PRIME CHE DURANTE L'ANNO COSTRUIRANNO DEI TAMBURI CON GLI SCATOLONI E IN UNA LEZIONE A META’ ANNO SPERIMENTERANNO L'ARTE DEL SUONARLI.

 

 

 


 

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